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Informativa ai sensi dell?art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 30/6/2003
Il Registro online degli impianti RAEE
 
Tutti gli impianti di trattamento e stoccaggio che gestiscono rifiuti elettrici ed elettronici, dovranno iscriversi al Portale del Centro di Coordinamento RAEE, come previsto dal D.Lgs 49/2014 che recepisce la nuova Direttiva Europea. Sono diverse centinaia in Italia le strutture interessate dal provvedimento e, per questo, il CdC RAEE ha creato una corsia preferenziale sul proprio sito (www.cdcraee.it) che consente di iscriversi al Registro in pochi semplici click e senza alcun onere.
L'articolo 33 del Decreto stabilisce poi che tutti i soggetti che trattano RAEE, sia di origine professionale che domestica, hanno l'obbligo di comunicare al Centro di Coordinamento i dati sulle quantità trattate annualmente. Il CdC RAEE ha creato quindi una funzione ad hoc nell'area riservata del Portale.Per coloro che non si metteranno in regola sono previste sanzioni pecuniarie da 2.000 a 20.000 € ed una diffida ad iscriversi. Nel caso l'iscrizione non avvenga neanche dopo la diffida è prevista la revoca dell'autorizzazione a trattare rifiuti. Le verifiche sugli impianti sono affidate alle Regioni e alle Province che, con il Registro, potranno pianificare le ispezioni con maggiore semplicità.
"L'iscrizione al portale - sottolinea Fabrizio D'Amico, Presidente del Cento di Coordinamento RAEE - consentirà di fare un vero e proprio censimento degli impianti di messa in riserva e trattamento di questa particolare tipologia di rifiuti. Ancora più importante sarà poi la raccolta dei dati sui quantitativi trattati che, in aggiunta ai dati già in possesso del CdC RAEE permetterà di avere una fotografia sulla situazione e sui trend di questo importante settore della green economy".
Già il portale del CdC RAEE consente ai migliaia di Centri di Raccolta di richiedere il ritiro dei rifiuti da parte dei Sistemi Collettivi. Con le nuove  funzioni, i gestori degli impianti di trattamento avranno a disposizione un'area riservata attraverso cui dialogare con il Centro di Coordinamento.
"La scelta di creare il Registro direttamente online - spiega Fabrizio Longoni, Direttore Generale del CdC RAEE - fa parte della nostra cultura che, negli anni, ha permesso di semplificare  al massimo gli aspetti burocratici della gestione dei RAEE. Gli impianti di trattamento potranno perfezionare l'iscrizione in pochi click e, successivamente, comunicare i dati con estrema semplicità. Questo ci permetterà di averli disponibili in tempo reale e utilizzarli per le elaborazioni e per la reportistica, una parte importante del nostro lavoro".
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Biocarburante dagli scarti del whisky
 
In Scozia, mediante un processo di fermentazione batterica dagli scarti della produzione di whisky, è stato ottenuto biobutanolo, un biocarburante di nuova generazione che presenta numerosi vantaggi rispetto al bioetanolo.
Innanzitutto il biobutanolo ha il 25% di energia in più per unità di volume rispetto al bioetanolo, è più facile da stoccare e in più sicuro da maneggiare; inoltre non richiede alcuna modifica al veicolo, sia esso a benzina o a diesel, agli impianti di miscelazione, ai serbatoi di stoccaggio o alle pompe delle stazioni di servizio.
A realizzare questo processo, che ora sta cercando applicazioni commerciali, sono state due aziende locali: la distilleria Tullibardine e la Celtic Renewables, che hanno recentemente stretto un accordo per sfruttare i sottoprodotti della distillazione del malto e del mosto.
Oltre ad avere evidenti vantaggi ambientali, questo progetto ha anche il merito di consentire notevoli vantaggi economici, dovuti al risparmio sui costi per lo smaltimento come rifiuto degli scarti di distillazione, operazione che fino ad oggi alla Tullibardine richiedeva circa 315.000 € all'anno.
La Celtic Renewables sta ora prendendo in considerazione, per poterli convertire in biocarburanti, anche altre fonti sostenibili, come gli zuccheri ricchi di materie prime, i sottoprodotti di birrerie o gli scarti della lavorazione della carta.
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