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Informativa ai sensi dell?art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 30/6/2003
Monitoraggio dei PFU
 
Azioni congiunte per indirizzare l'abbandono di pneumatici fuori uso verso il loro riciclo.

L'Anci ed Ecopneus hanno firmato un protocollo di intesa finalizzato ad azioni congiunte di studio, monitoraggio e informazione sul fenomeno dell'abbandono e conferimento di PFU nei punti di raccolta comunali e sul tema dell'assorbimento della gomma da riciclo in applicazioni e utilizzi governati dalla Pubblica Amministrazione.
Un obiettivo è dunque quello di riportare nello schema di gestione dei PFU delle quantità che oggi ne rimangono escluse e sono oggetto di abbandoni e conferimenti anomali, motivando cittadini e soggetti economici in relazione al rispetto della legge e della corretta gestione dei rifiuti e al risparmio di risorse preziose per il nostro Paese.
L'accordo prevede uno scambio di dati relativi ai flussi di PFU raccolti da Ecopneus e recuperati, e ai flussi di PFU raccolti dai Comuni e dalle aziende incaricate  dei servizi di raccolta rifiuti. A tal fine, verrà costituito un gruppo di lavoro per analizzare dati ed informazioni disponibili, individuare i Comuni presso i quali si registrano le maggiori criticità, valutare la potenziale presenza sul territorio di flussi irregolari di conferimento, stimare l'evasione fiscale  collegata, individuare soluzioni per il recupero di tali rifiuti.
Inoltre è prevista la realizzazione di un catasto degli "stock storici", così da facilitare gli interventi di Ecopneus per la rimozione dei PFU lì abbandonati. Scopo dell'accordo è anche quello di promuovere l' impiego di gomma da riciclo di PFU nelle applicazioni quali, ad esempio ed in via prioritaria, gli asfalti gommati per le strade, le pavimentazioni sportive, manufatti per la sicurezza stradale, per l'isolamento acustico e l'anti-sismica, che prevedono, come soggetti decisori per l'acquisto, la PA, e in particolare i Comuni.
L' UE infatti, promuove il concetto di "Recycling Society" nel quadro della strategia di Europa 2020 e in Italia il DM 25/6/2011 ha stabilito, nel Piano di Azione Nazionale sul Green Public Procurement, la promozione degli acquisti della PA secondo "criteri ambientali minimi", tra i quali l'impiego di materiali derivati dal riciclo dei rifiuti e il DM n.203 del 8/5/2003, reca norme affinché gli uffici pubblici e la società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30%.
Il mercato della gomma da riciclo è peraltro in sofferenza per effetto della persistente situazione di sfavorevole congiuntura economica e il contesto di finanza pubblica, con la spending review che ha portato il comparto della PA a ridurre considerevolmente le spese per acquisti, investimenti e manutenzioni.
Il risultato è una componente ancora molto alta di recupero energetico dai PFU a discapito del recupero di materiale, tendenza che Ecopneus intende invertire, forte anche delle indicazioni provenienti dall' UE. Per raggiungere gli obiettivi prefissati verranno realizzate iniziative di comunicazione verso i cittadini, i Comuni e i diversi utenti, per sensibilizzare circa l'importanza di assicurare la corretta gestione dei PFU attraverso il corretto acquisto dei pneumatici nuovi e relativo pagamento dell'eco-contributo.
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Da vecchi pneumatici a barriere antirumore
 
I vecchi pneumatici, tagliati in semicerchi o a settori, sono stati usati nella realizzazione di terrapieni antirumore, insieme a terra ed elementi di supporto in cemento; ma questi terrapieni sono ingombranti, antiestetici, impossibili da ricollocare e richiedono molta manutenzione per assicurare la crescita di una copertura vegetale adatta. Un metodo migliore per utilizzare i vecchi pneumatici nella realizzazione di barriere antirumore è l'incorporare granuli di gomma entro pannelli in calcestruzzo, analogamente a quanto è già stato sperimentato con successo per l'asfalto silenzioso, ottenuto miscelando granuli di gomma di recupero entro il conglomerato bituminoso che costituisce il manto stradale.
L'idea delle barriere antirumore a base di gomma ricilata è stata attuata da una equipe della Facoltà di Ingegneria Civile dell'Università di Zagabria, nel quadro del progetto denominato RUCONBAR (RUbberized COncrete Noise BARriers).
Le barriere sono state costruite sovrapponendo ad un supporto in cemento gli elementi fono assorbenti, che sono costruiti da calcestruzzo contenente il 40% di granuli di gomma provenienti dal riciclo di vecchi pneumatici. Ogni chilometro di barriera contiene oltre 46 tonn di gomma riciclata, corrispondente a 7800 pneumatici.
L'analisi dell'impatto ambientale indica che la produzione delle barriere Ruconbar comporta il 31% di emissioni di CO2 rispetto alle barriere normalmente utilizzate. 
E' attualmente in corso una sperimentazione sul campo nella città di Zagabria, condotta installando le barriere Ruconbar lungo una strada molto trafficata, con passaggio anche di tram, che corre a fianco del giardino zoologico.
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